Faccio riferimento all’ultimo aggiornamento, personalmente già la pensavo così.
Molti di voi sono pratici, stiamo parlando di quel batterino che si annida nello stomaco e molti di voi sicuramente soffrono di reflusso e subito parte la gastroscopia, ormai vedo più gastroscopie che analisi del sangue.
Sappiate che non voglio mettermi a fare la Gastroenterologa ma sulla materia stanno cambiando e sono cambiate nel tempo le terapie. Sappiate che non sempre il reflusso accompagna la presenza del batterio che nella maggior parte dei casi è del tutto sintomatico e non crea problemi.
Esistono comunque altri metodi per diagnosticare la presenza vedi ricerca tramite esame delle feci o Urea breath test, quindi perché arrivare subito ad un esame invasivo?
Inoltre la presenza del batterio non è sinonimo di malattia, in altre parole pur constatandone la presenza perché andare a sottoporsi a quelle terapie così pesanti se non si hanno sintomi importanti? Spesso dopo le terapie farmacologiche oltretutto tende a recidivare creando la cosiddetta antibiotico resistenza.
Si può intervenire come sempre anche con Fitoterapia, probiotici specifici e Nutrizione specifica, quindi individualizzazione della persona.
In generale esiste sempre L’EQUILIBRIO non ha senso colpire indiscriminatamente tutti i batteri, distruggendo tutto quello che è intorno, spesso peggioriamo la situazione.
Nutrizionista Bari Dr.ssa Eloisa Ranieri riceve a Bari.
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