Nutrizionista Bari Dr. Ssa Eloisa Ranieri

Attacchi di fame, come gestirli

Spesso in studio mi si chiede come gestire gli eventuali attacchi di fame. Oggi ne parliamo. Innanzitutto premetto che come sempre bisogna prima risalire alla sua causa, chiedersi quindi se si tratta di fame o di “non fame”, diciamo desiderio di cibo; in questo secondo caso sicuramente siamo davanti ad una compensazione emotiva, ovvero una mancanza di affetti o di situazioni lavorative o scolastiche o familiari non soddisfacenti, non rispondenti alle proprie aspettative che generano quasi un vuoto, rimanendo irrisolte e che spingono l’organismo a colmarle con del cibo. Purtroppo il cosiddetto “confort food”; cibo appunto di conforto che spesso è proprio quello peggiore, a livello non tanto calorico, quanto di qualità in quanto è ricco di zuccheri, di grassi non buoni, è raffinato e industriale.

Diverso il discorso quando la fame sopraggiunge irrefrenabile come richiesta specifica dell’organismo, dovuta in questo caso ad un vero e proprio disturbo metabolico, stiamo parlando dell’insulino resistenza. Una richiesta di cibo in questo caso quasi fisiologica, dovuta alla continua discesa e risalita di glicemia nel sangue e come conseguenza della produzione continua e costante di insulina. Una situazione questa che genera un vortice irrefrenabile di continua richiesta di cibo. La domanda è come intervenire?
Ebbene, certamente nel caso della prima causa bisognerebbe risolvere il “debito emotivo” prima di compensarlo con energia proveniente dal cibo, poichè più che una richiesta del corpo è una richiesta della mente.

Nel secondo caso la corretta nutrizione può ancora una volta aiutarci ad uscire dal tunnel, scegliendo i cibi giusti. Optando ad esempio per cibi non tanto ricchi di zuccheri che alzerebbero nuovamente la glicemia, quanto ricchi di grassi, come ad esempio della frutta secca, o del cioccolato fondente o un avocado un frutto sì ma con una componente grassa. In questa maniera si evita i picchi glicemici e i picchi insulinemici, non solo finalmente si dimagrisce. Spesso infatti un non dimagrimento o una difficoltà a perdere peso cela una condizione di insulino-resistenza, in questo caso ovviamente oltre che agire sugli attacchi di fame, bisognerebbe strutturare un programma nutrizionale specifico che riesca ad agire sia sugli attacchi di fame che sulle richieste energetiche dell’organismo, facendo in modo da liberarlo dalle “scorte di grasso”.

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